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Immagini via CSS? Ma anche no!

L’affermazione può sembrare bizzarra. Eppure il messaggio di Derek Featherstone su 24 Ways.org, nell’ambito dell’accessibilità, è molto chiaro: è un metodo (a quanto pare) comune quello di inserire immagini tramite CSS, per abbellire gli elementi delle nostre pagine web; ciò non è sbagliato, ma a volte può portare “fuori strada”.

Le immagini, come molti sanno, dispongono dell’attributo alt (e longdesc, teoricamente più esplicativo) per fornire un contenuto alternativo ad applicazioni come gli screen readers. Lavorando tramite fogli di stile, questo discorso ovviamente non è più valido, e l’immagine non diventa nient’altro che una semplice decorazione nata per fini esclusivamente estetici.

Non vi svelo altro, buona lettura!

Discuti [2]. Pubblicato martedì 09 maggio 2006 e archiviato in , .

Uno sguardo a XHTML 2.0

Qualche giorno fa sono capitato nell’area programmatori di IBM.com, e in particolar modo in un articolo su XHTML 2.0. Edd Dumbill, autore dell’articolo sopra citato, ci riassume le maggiori novità e caratteristiche introdotte (e che voi potete scoprire per intero direttamente nella sezione del W3C), enfatizzando inoltre il grande lavoro che il consorzio sta facendo per vie parallele, ad esempio col gruppo di lavoro Web API.

Senza dubbio, la scelta di utilizzare XFORMS come linguaggio di marcamento XML-based ha suscitato notevole interesse: i form HTML introdotti nel 1993 sono ormai vecchi, se paragonati alle innovazioni introdotte in altri ambiti, tanto che spesso è necessario appoggiarsi a linguaggi come Javascript per effettuare un controllo dei dati inseriti, o altre delicate operazioni di questo tipo. XFORMS è, quindi, un’ottima alternativa, soprattutto se si considera la comodità con la quale sarà possibile costruire moduli di inserimento dati anche complessi (per fare un esempio, potremo collocare più input di invio nello stesso spazio, differenziandone le azioni con un corretto utilizzo degli attributi che ci vengono messi a disposizione per ogni tag XHTML). Senza perdermi in ulteriori elogi, vi rimando direttamente all’articolo di Andrea Chiarelli su Xml.HTML.it.

Passi avanti sono stati compiuti anche nel settore semantico, favorendo l’utilizzo di tag ed attributi adatti ai più svariati scopi (è il caso di role per definire il ruolo di un elemento nella pagina, o di <nl> per specificare una lista di navigazione).

Sono convinto che nel 2007 (anno del rilascio di XHTML 2.0) avremo la possibilità di usufuire di un linguaggio assolutamente più esteso rispetto alle sue precedenti versioni: un linguaggio di marcamento che non punta più solo alla creazione di una pagina web, ma pian piano si avvicina a quello che è (in maniera più “flessibile”) lo scopo di XML e di tutti i suoi derivati, nati con il fine di definire dati che siano accessibili ed interpretabili da ogni tipo di applicazione.

Discuti [2]. Pubblicato giovedì 04 maggio 2006 e archiviato in , .

GrayBit e scala di grigi

GrayBit è un ottimo strumento per verificare la visibilità ed il contrasto delle nostre pagine. La particolarità dello script sta nella possibilità di mostrarci una pagina in scala di grigio, eliminando quindi ogni tipo di effetto dato dai colori. Il risultato è sicuramente più “piatto” rispetto all’originale, ma è anche vero che ciò ci permette di immaginare, seppur minimamente, come quella determinata pagina viene consultata da chi ha problemi di vista (come il daltonismo).

Riferimento WCAG ai colori.

Grazie a Edit, blog di HTML.it per la segnalazione.

Discuti [6]. Pubblicato domenica 30 aprile 2006 e archiviato in , .


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